SANREMO 2022: UNA PRIMA SERATA TROPPO RITUALE E A RISCHIO SBADIGLIO di Giuseppe Rondinelli

Scritto da il 2 Febbraio, 2022

Che dire… uno si ritrova qui a scrivere il proprio fondo sulla prima serata della settantaduesima edizione del Festival, bello carico, pieno di “cattive” intenzioni e con tante buone motivazioni che avvalorino le sue opinioni e le poche emozioni provate durante lo show e poi che succede? Ti compaiono i dati d’ascolto dell’Auditel che parlano di quasi QUATTORDICI milioni di telespettatori e di sei televisori su dieci tutti sintonizzati su RaiUno per assistere allo spettacolo. E allora ti verrebbe da rimangiarti tutto, almeno per non voler sembrare troppo impopolare. Ma se è vero che chi decide di leggerti, voglia sostanzialmente conoscere le tue sensazioni e non quelle del pubblico, allora lasciatemelo scrivere tranquillamente che per ora questo Festival è stato dispensatore più che altro di sbadigli e di poco coinvolgimento. E’ vero che non sia mai stato storicamente facile per nessun predecessore di AMADEUS riuscire nella “doppietta” felice, quando il direttore di rete ha chiesto loro di bissare l’esperienza, figuriamoci dunque quale titanica impresa spettasse quest’anno al mattatore de I SOLITI IGNOTI. E’ altrettanto vero che però il pericolo sia già talmente da contratto da quantomeno chiedergli di essere meno rituale e ingessato possibile, prediligendo una condotta più trasgressiva e infrangitrice degli schemi. Quando poi decidi per l’ennesima volta di giocare la carta dell’amico di giochi d’infanzia FIORELLO e di farlo esibire in una sequenza scrittissima di finti siparietti improvvisati, allora la più benevola penna non può che arrendersi e fare ammenda. Poco e niente pervenuta la presenza di ORNELLA MUTI, che se doveva riscattare l’ingiusta relegata immagine della donna sul palco dell’Ariston, non ha saputo andare oltre il suo solito cliché, dandosi ben poco generosamente alla platea, spacco e scollature escluse.

Veniamo alla musica:

ACHILLE LAURO: carismatico e attirapubblico come di consueto. Trasgressivo come di consueto. Un po’ troppo consueta anche la sua canzone. Insomma tutto un po’ troppo già visto.

YUMAN: per essere un giovane, proveniente da SANREMO GIOVANI, decisamente “antico”.

NOEMI: la voce è sempre splendida ma tra le mani del collega Mahmood si è persa.

GIANNI MORANDI: favoloso! Un vero esempio di fairplay e di coraggio. Ha saputo rimettersi in discussione in tutto, creando attorno a se un’immagine globale paradossalmente giovane e contemporanea. E la canzone di Jovanotti, coi suoi caleidoscopici colori crea attorno un atmosfera di vera festa.

LA RAPPRESENTANTE DI LISTA: meno “centrati” rispetto a se stessi e la loro consueta musica, rispetto all’anno scorso, quest’anno cercano la giusta consacrazione per mezzo di un tormentone. E ci riescono.

MICHELE BRAVI: intenso, malinconico e raffinato. Stenterà a farsi capire e a far capire la poesia della sua canzone in così pochi giorni. Ma encomiabile.

MASSIMO RANIERI: un altro apprezzabile evergreen dello spettacolo che con questa partecipazione forse non avrà un vero rilancio discografico, ma che ha senz’altro ancora molte cose da dire.

MAHMOOD E BLANCO: inutile trovare una sbavatura, un pelo nell’uovo qualunque che possa far vacillare l’opinione diffusa che il loro sia il pezzo più bello dell’edizione e che non meritino la vittoria. Perché senz’altro la meritano.

ANA MENA: poteva essere più “italianese” portando un pezzo più affine alla nostra tradizione musicale. Ma lei la tradizione l’ha saputa dettare soprattutto nei ritornelli facili dell’estate. Qui fa la stessa cosa, ma d’inverno.

RKOMI: se usasse così meno spericolatamente l’Auto-Tune ne pensei meglio. Invece che sia o meno una “scelta artistica” tutta quell’elettronica sbattuta in faccia, mi infastidisce e mi copre il sapore della sua pur apprezzabile composizione.

DARGEN D’AMICO: l’elogio dello scappato di casa che si ritrova di sera in un qualunque pub di paese e, salito sul tavolo molto alticcio, inizia a sbraitare una canzone come la sua.

GIUSY FERRERI: la pur carismatica interprete a Sanremo ha avuto sempre poca fortuna. E questo brano non l’aiuta affatto. Tanto si rifarà quest’estate…


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