SANREMO 2022: “MI DAI UN PRONOSTICO PER IL FESTIVAL…” di GIUSEPPE RONDINELLI

Scritto da il 1 Febbraio, 2022

Siete pronti? Siete davvero pronti? Ce la farete anche quest’anno a sfidare l’estenuante maratona che ci attende con la vostra più inconscia pazienza e a giustificare ore ed ore passate davanti al televisore mascherandole da “normale passione per la musica e la gara”? Eh sì, perchè se la tradizione sancita dal patron di quest’ulteriore edizione del Festival Della Canzone Italiana (chiamiamolo col suo nome almeno ogni tanto) dovesse ripetersi anche stavolta, dovremo pur trovare il modo di superare il non certo semplice ostacolo dell’ostracismo familiare e riuscire a convincerli che: “sia cosa buona e giusta per la salute psicofisica di tutti i componenti seguire fino ad oltre le due di notte lo spettacolo e tutta la carovana errante per cinque serate consecutive” e che “altrimenti l’interruzione di cotanto rituale potrebbe provocare finanche uno squilibrio nei vostri rapporti interpersonali e nell’integrità del focolare domestico”. Ebbene, se anche stavolta ci riuscirete, potrete persino sperare nella vostra vittoria al Festival, superando in forza e tenacia, perfino i più accreditati veri concorrenti! Già, i più accreditati… Ogni anno per chi come me si occupi di musica da qualunque punto di vista, questo periodo diventa particolarmente duro da digerire, perchè la domanda che anche il più innocuo dei conoscenti di solito ti rivolge è puntualmente: “E allora? Me lo dai un tuo pronostico sui vincitori?”. Caricando su di te la responsabilità del loro “umore da telespettatore medio”, che possa così solo buttare un occhio qua e là alla corsa, ponendo l’attenzione solo sui cavallli vincenti da te indicati. Come se dalla tua profezia debbano dipendere persino le loro scommesse fatte a chissà quale losco broker di fiducia… E se per caso non dovessi essere il Nostradamus della canzone che loro si erano sempre figurati, mettere anche in discussione la buona fama di esperto del genere che ti sei costruito negli anni. La verità è che NESSUNO, nemmeno il più quotato giornalista di settore, nemmeno Amadeus, nemmeno San Remo stesso (intendendo il taumaturgo santo) potrebbe prevedere quale possa essere la canzone vincitrice. Intanto, come non mai le ultime edizioni hanno ampiamente confermato, che il trionfatore vada via via definendosi nello svolgimento delle cinque serate. A distinguere la canzone regina tra le altre, influiscono vari fattori. Innanzitutto l’esecuzione dal vivo dell’interprete. Ovvero il suo modo di proporla, la sua prestazione, la sua messa in scena e soprattutto, il modo in cui alla fine viene percepita innanzitutto dal pubblico in sala (con il possibile conseguente fragoroso applauso a scena aperta) e poi, data l’importanza del televoto, soprattutto da quello oltre il teleschermo. Grande importanza hanno poi negli ultimi decenni anche i passaggi radiofonici dipensati durante le giornate antecedenti la finale. Ovvio che se un brano viene subito ben accolto dalle emittenti e quindi proposto e riproposto ai loro ascoltatori, ciò contribuisca non poco alla cosiddetta “entrata in testa”, partecipando alla sua diffusione e dunque alla sua immediata popolarità. Negli ultimi tempi ha preso molto piede, come inevitabile, anche quello che potremmo definire il “sentiment social” che ruota attorno a talun concorrente piuttosto che a un altro. Certo in questo caso, conta molto la qualità dei sempre meno occulti “media-manager” messi a libro paga dai management degli artisti in lizza. Per farla breve: è scontato che a scorrere la lista dei candidati di quest’edizione saltino subito all’occhio nomi come quello degli evergreen Morandi, Ranieri, Zanicchi, Rettore o dei veterani Emma, Elisa, Noemi, Moro, Ferreri. Ma anche dei neo-divi Mahmood e Blanco, Irama, Bravi, Sangiovanni, Lauro. Ma è pure vero che soprattutto le ultimissime competizioni abbiano evidenziato una sorta di benevola ala protettrice da parte delle giurie che tende alla pacca di incoraggiamento anche all’ultimo arrivato.

E quindi che dire… v’è proprio speranza per tutti! L’invito, dunque è quello di godervi il Festival, quanto più possiate farlo, in barba alle occhiaie e agli sbadigli del giorno dopo a lavoro, perchè tanto tutti sanno già della vostra congenita malattia, quindi tanto vale nasconderne i sintomi.

Ah, un’ultima cosa: un vero San Remo, non esiste anzi, paradossalmente il santo patrono della ridente cittadina rivierasca che ospita la kermesse è San Romolo da Genova. Quindi smettetela di scriverlo ovunque staccato, perchè E’ SBAGLIATO! Punto.


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